Repubblica e Cantone Ticino

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Formazione di aiuto massaggiatore per persone diversamente abili

 

La storia

 
 

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“Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.”

 (Paulo Coelho)

Premessa

Il tutto è iniziato così, dall’abilità di Aimée, una giovane ragazza portatrice di una leggera sindrome di Down, di credere al suo sogno: “diventare una massaggiatrice!”

Aimée, molto seriamente, esprime il suo sogno ai genitori i quali non possono fare altro che trasformarlo in una domanda: - “Quali possibilità ci sono per nostra figlia di diventare una massaggiatrice?”

Questa é la domanda che cinque anni orsono è stata formulata alla DFP (Divisione della Formazione Professionale) ed alla quale si è dovuto e si è voluto rispondere con responsabilità.

Per capire quali passi intraprendere vengono coinvolti ed interpellati i responsabili della formazione empirica e l’ufficio della formazione socio sanitaria, i quali, scartata la possibilità del tirocinio empirico, decidono di conferire un mandato per uno studio di fattibilità alla SSMT (Scuola Superiore medico Tecnica) di Lugano, struttura che già propone formazioni in ambito sanitario … nasce il progetto: “aiuto massaggiatore per diversamente abili”.

Il progetto: difficoltà e novità

Il compito appare da subito difficile, delicato, ma  molto intrigante.

  • Deve essere costituito un gruppo di lavoro che si dedichi al progetto

  • Il genere di percorso formativo che si intende proporre è una novità assoluta in quanto non é mai stato né pensato, né applicato, sia in Ticino che altrove.

  • Non esistendo la figura professionale dell’aiuto massaggiatore si devono organizzare ed ottenere le basi per “crearla”.

  • C’è la necessità da parte del team di un supporto di conoscenze pedagogico/scientifiche e, se possibile, un quadro teorico di riferimento per l’elaborazione e la conduzione del progetto.

  • Appare indispensabile poter valutare l’idoneità dei candidati e di conseguenza stabilire un limite all’entità dell’handicap in modo da evitare, per quanto possibile, inutili insuccessi.

Si parte

L’entusiasmo è un ottimo carburante per cui, senza difficoltà, viene formato il gruppo di lavoro.

La ricerca di un quadro teorico a cui poterci riferire ci permette di stabilire contatti con il Centro Feuerstein di Gerusalemme, unico che già propone una formazione per DA (Diversamente Abili) in ambito sanitario (assistenza alle persone anziane ed alle persone cieche).

Aiutati dall’esperienza pluriennale nella formazione dei massaggiatori, medicali e non, definiamo i contorni  (il mansionario)  della nuova figura dell’aiuto massaggiatore per cui si stabiliamo i contenuti per i 3 ambiti professionali, vale a dire: il sapere (conoscenze), il saper fare (manualità), il saper essere (l’aspetto relazionale) e elaboriamo  un programma di massima che si sviluppa su 3 anni di formazione con un impegno da parte dell’allievo di 4 mezze giornate alla settimana.

Aimée viene valutata e ritenuta idonea dalla Dr.ssa Rodocanachi, collaboratrice ed esperta del concetto Feuerstein. 

Iniziamo un periodo di insegnamento di prova con Aimée della durata di tre mesi e nel contempo cerchiamo e valutiamo altri possibili allievi … alla fine tre candidati vengono ritenuti idonei per cui la futura classe risulterà composta da 4 allievi e più precisamente da:

  • due allieve con una leggera sindrome di Down

  • un’allieva che ha sofferto di una deprivazione sensoriale e culturale e che presenta un’amputazione di una gamba al di sopra del ginocchio

  • un allievo che ha subito, all’età di 16 anni, un

Con entusiasmo presentiamo Il progetto all’ufficio delle pari opportunità di Berna (UFDP); il progetto piace anche alla confederazione che, dopo un’attenta valutazione, decide di supportarlo ritenendolo valido, innovativo , ambizioso e , soprattutto, positivo ai fini di una reale integrazione.

Il finanziamento di questo importante progetto sarà quindi garantito dalla confederazione, dalla DFP  e da due fondazioni.

La formazione, le materie e i supporti

Il percorso formativo proposto, come già scritto, è articolato su tre anni .

Durante il primo anno lo studente affronta tre mezze giornate a scuola e una mezza giornata di stage, nel secondo anno le mezze giornate di scuola sono due, come quelle di stage e nel terzo anno le mezze giornate di scuola si riducono ad una sola mentre tre sono le mezze giornate di stage.

Le materie proposte dalla formazione sono: anatomia, fisiologia, patologia, massaggio e mobilizzazione, massaggio del piede, ergonomia, approccio psico-corporeo, igiene, conoscenza dei materiali, bendaggi e Feuerstein.

Va sottolineato che , durante i vari periodi di stage, i nostri allievi sono seguiti da alcuni docenti della SSMT attraverso dei regolari “incontri formativi” che si svolgono in compresenza dei loro responsabili di stage (fisioterapisti o massaggiatori medici) presso le strutture che li accolgono.

Il totale delle ore (teoriche e pratiche a scuola e nei luoghi di stage) è di circa 600  all’anno.

 

Per far fronte nel migliore dei modi e con gli strumenti più appropriati all’impegno che ci vede responsabili e protagonisti, ci attiviamo a vari livelli:

  • otto docenti della SSMT si iscrivono e frequentano il corso base di Feuerstein

  • ci dotiamo di un supervisore, che identifichiamo nella Dr.ssa G. Zippel esperta del Metodo Feuerstein, che ha il compito di coordinare e supportare l’insegnamento (teorico e pratico)

  • accendiamo un forum informatico in Educanet al fine di facilitare la comunicazione, lo scambio di opinione, e permettere ai vari collaboratori di avere una  visione aggiornata e reale del progetto

  • istituiamo delle regolari riunioni di tutto il “team di lavoro”.

Perchè il metodo Feuerstein

Il metodo Feuerstein risponde alle nostre esigenze in quanto si pone come obiettivo il potenziamento delle abilità cognitive dell'individuo, di qualunque individuo, in base alla convinzione che esista sempre uno scarto tra le potenzialità individuali e l’affettiva realizzazione di tali potenzialità . Il metodo viene applicato in ambiti diversificati : si va dal recupero di gravi ritardi mentali alla formazione dei dirigenti di azienda.

Il primo pilastro del metodo Feuerstein è la teoria della “Modificabilità Cognitiva Strutturale” per cui ogni individuo è modificabile e l’intelligenza non è un elemento biologico statico, un patrimonio non incrementabile dato una volta per tutte alla nascita: essa può essere trasmessa e quindi anche appresa.

Il secondo pilastro è rappresentato dal linguaggio: il metodo Feuerstein da una grandissima importanza alla verbalizzazione, considerata un importante mezzo per sviluppare le facoltà mentali superiori.

 

Per ulteriori informazioni : http://www.graffinrete.it/tracciati/storico/anno98/feuerste/

3 anni ci formazione, l’esame, … e un anno di inserimento al lavoro

I tre anni di formazione passano velocemente. I nostri 4 allievi imparano con grande entusiasmo, le mani si affinano , il comportamento diventa vieppiù professionale e il loro lavoro nei posti di stage, con il passare del tempo, viene apprezzato sia dai responsabili che dai pazienti.

Alla SSMT gli aiuto massaggiatore (AM)  sanno farsi conoscere ed apprezzare anche dagli altri allievi, soprattutto dai massaggiatori medicali con i quali frequentano alcune lezioni teoriche e pratiche.

Un ultimo, non per importanza, apprezzamento giunge dall’esterno: al convegno  della FTIA svoltosi a Chiasso nel 2008 i nostri allievi hanno gestito e proposto i massaggi a quanti ne hanno avuto bisogno, sportivi e non, con piena soddisfazione da parte di tutti.

 

Al termine del terzo anno, come per ogni formazione, sono stati previsti degli esami di certificazione.

Gli esami si sono svolti presso il luogo di stage, con l’ausilio di un paziente vero.

Tre allievi su quattro hanno superato gli esami e hanno ottenuto il diploma di Aiuto Massaggiatore (timbrato e firmato sia dalla Confederazione UFDP, che dal Cantone DFP); il quarto allievo dovrà invece aspettare e ripetere gli esami.

Alla fine della formazione ci rendiamo però conto che qualcosa ancora manca.

I nostri allievi massaggiano bene e sanno anche gestire la loro professione con competenza ma sono “sguarniti” rispetto al mondo del lavoro. Noi vogliamo che gli AM siano dei lavoratori interessanti soprattutto per il datore di lavoro.

Dopo un’attenta valutazione e con il benestare dell’UFDP e della DFP decidiamo di aggiungere alla formazione un quarto anno che denominiamo di “inserimento al lavoro” suddiviso in due semestri:

  • un semestre di ricerca della performance lavorativa

  • un semestre di periodo di prova.

Ad ora, tutti i nostri 4 allievi hanno un contratto di lavoro, un’allieva lavora in uno studio privato di fisioterapia mentre gli altri tre allievi operano in strutture pubbliche (cliniche e case per anziani).

Terminato il periodo di prova per tutti ci sono ottime possibilità di ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

 

Questa in breve è la storia di un sogno che ha potuto essere realizzato!

 

   

 

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